Digital Omnibus: le principali novità e cosa cambia davvero per aziende, PA e professionisti della privacy
- Giuseppe Olivarelli
- 1 giorno fa
- Tempo di lettura: 3 min
La Commissione Europea ha presentato tre nuove proposte legislative (COM(2025) 835, 836 e 837), riunite sotto il nome di Digital Omnibus, con l’obiettivo di semplificare e armonizzare l’intero quadro delle normative digitali europee: dal GDPR al regolamento ePrivacy, fino a DMA, DSA, NIS2 e AI Act. Un intervento che punta a ridurre sovrapposizioni, chiarire competenze tra autorità e tagliare i costi di compliance (stimati fino a 5 miliardi di euro entro il 2029).
Di seguito una sintesi divulgativa delle modifiche normative principali e delle implicazioni pratiche.
1) Una nuova definizione di “dato personale”: cambia il perimetro del GDPR
Un’informazione sarà considerata dato personale solo se il titolare dispone di mezzi ragionevoli per identificare l’interessato.
Cosa implica:
alcuni dati tecnici o pseudonimizzati, se non riconducibili alla persona dal titolare, potrebbero uscire dal GDPR;
la valutazione diventa contestuale, non astratta;
EDPB e Commissione definiranno criteri per distinguere meglio cosa è “identificabile”.
La modifica semplifica molti trattamenti, ma rischia di restringere la tutela effettiva degli utenti.
2) Informative e diritti dell’interessato: meno adempimenti, limiti più chiari agli abusi
Il Digital Omnibus prevede che l’informativa non sia necessaria quando l’interessato «ragionevolmente conosce» le informazioni principali. Restano obbligatorie in caso di:
comunicazione dei dati a terzi,
trasferimenti extra-UE,
decisioni automatizzate,
rischi elevati.
Il diritto di accesso viene riformato: diventano rifiutabili le richieste manifestamente abusive o irragionevoli. Possibile applicare costi in casi eccezionali.
3) Cookie e tecnologie di tracciamento: l’ePrivacy confluisce nel GDPR
La disciplina dei cookie viene integrata direttamente nel GDPR. Molte norme ePrivacy vengono eliminate per evitare duplicazioni.
Principali novità:
meno banner per attività tecniche o statistiche a basso rischio;
gli utenti potranno impostare preferenze generali tramite browser o dispositivo, che i siti dovranno rispettare;
introdotta una white-list di trattamenti esenti da consenso (es. analytics interni, sicurezza, funzionalità essenziali).
L’obiettivo è ridurre il “banner fatigue” degli utenti e semplificare la gestione per le aziende.
4) Violazioni dei dati e sicurezza: arriva il Portale Unico Europeo
Oggi le aziende devono notificare gli incidenti su più piattaforme, con regole diverse.Il Digital Omnibus crea un Single-Entry Point europeo, gestito da ENISA, per comunicare:
violazioni dei dati personali (GDPR),
incidenti NIS2,
incidenti DORA,
notifiche eIDAS e altre segnalazioni di sicurezza.
Cosa cambia:
aumento del termine di notifica da 72 a 96 ore;
notifica agli interessati solo in caso di rischio elevato;
modelli standard e flusso unico “report once”.
Per imprese, DPO e PA questo significa meno duplicazioni, ma anche la necessità di aggiornare processi interni, registri e sistemi di incident reporting.
5) DPIA, modelli standard e maggiore armonizzazione
Il Digital Omnibus affida all’EDPB nuovi compiti per ridurre la frammentazione tra Stati membri.
Le novità:
un elenco unico europeo dei trattamenti che richiedono DPIA (sostituirà le liste nazionali);
un modello standard di DPIA;
criteri uniformi per la pseudonimizzazione.
Questa armonizzazione aumenterà la certezza giuridica e semplificherà la vita dei DPO, ma costringerà molte organizzazioni a rivedere documentazione e processi.
6) Ricerca scientifica e AI: basi giuridiche più flessibili
Due ambiti ricevono una spinta significativa:
Ricerca scientifica
dichiarata compatibile con lo scopo originario;
qualificata come interesse legittimo;
ampliata la possibilità di limitare l’informativa quando troppo onerosa.
L’obiettivo è facilitare ricerca, sanità, università e data sharing pubblico-privato.
AI e dati personali
Per l’intelligenza artificiale, la proposta permette:
l’uso del legittimo interesse per trattare dati personali (anche sensibili “residuali”) nel training;
l’obbligo di rimuovere i dati sensibili non necessari;
l’adozione di misure tecniche per evitare reidentificazione, in linea con l’AI Act.
Questo riduce la dipendenza dal consenso e accelera lo sviluppo di modelli europei, pur sollevando dubbi sulla tutela effettiva degli utenti.
Vantaggi e criticità: un equilibrio ancora da verificare
Vantaggi attesi:
riduzione degli oneri amministrativi (stimata in miliardi di euro);
maggiore uniformità normativa tra Stati membri;
meno duplicazioni e tempi di compliance più rapidi;
esperienza utente più fluida (meno banner).
Criticità:
rischio di un indebolimento della protezione dati;
nozione più “limitata” di dato personale che potrebbe restringere i diritti degli utenti;
uso esteso del legittimo interesse in contesti oggi sensibili (tracciamento e AI);
complessità iniziale nella migrazione verso portale unico e nuovi modelli DPIA.
Il Digital Omnibus rappresenta un tentativo ambizioso della Commissione di “normalizzare” la protezione dei dati dentro un quadro digitale più ampio, flessibile e meno frammentato. La direzione è chiara: semplificazione, armonizzazione e sostegno all’innovazione.
Resta da capire se questa evoluzione riuscirà a mantenere un livello adeguato di tutela dei diritti fondamentali, in un contesto tecnologico in cui reidentificazione, profilazione e AI evolvono più rapidamente delle norme.
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