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Ti hanno rubato i dati o i soldi online? Si chiama phishing — ed è un reato

15 apr
Tempo di lettura: 3 min

Arriva un messaggio dalla tua banca. O dalle Poste. O dall'Agenzia delle Entrate. Ti chiedono di cliccare su un link, inserire il codice fiscale, il numero del conto, la password. L'interfaccia sembra autentica, il logo è identico all'originale. Ma è una truffa.

Si chiama phishing, e ogni anno colpisce milioni di persone in Italia — con un impatto sproporzionato sugli anziani, che rappresentano uno dei target più vulnerabili.


Cos'è il phishing, in parole semplici

Il phishing è una truffa informatica in cui i criminali si fingono qualcuno di cui ti fidi — la tua banca, un ente pubblico, un corriere — per farti rivelare dati personali, credenziali di accesso o dati bancari.

Può arrivare tramite:

·       Email che sembrano ufficiali, con loghi e grafica copiati

·       SMS con link che portano a siti falsi (si chiama smishing)

·       Telefonate in cui qualcuno si spaccia per un operatore bancario o un funzionario pubblico (vishing)

·       Messaggi WhatsApp da numeri sconosciuti o persino da contatti fidati compromessi

L'obiettivo è sempre lo stesso: sottrarti denaro o dati, approfittando di un momento di distrazione o di fiducia.


Perché gli anziani sono i più colpiti

I dati sono chiari: le frodi online ai danni degli anziani sono aumentate del 42% rispetto a un incremento del 7,6% tra i più giovani. Il 26% delle truffe agli anziani avviene attraverso servizi telefonici e piattaforme online.

I motivi sono diversi: meno familiarità con le comunicazioni digitali, maggiore tendenza a fidarsi di chi "sembra" un'autorità, e spesso una disponibilità economica che rende la truffa più redditizia per i malintenzionati.

Non è una colpa. È una vulnerabilità che la legge riconosce e che i truffatori sfruttano deliberatamente.


È un reato: cosa dice la legge

Il phishing non è solo un danno economico: è un reato.

A seconda di come si svolge, può configurare:

·       Truffa (art. 640 c.p.) — reclusione da 6 mesi a 3 anni

·       Frode informatica (art. 640-ter c.p.) — quando vengono manipolati sistemi informatici

·       Sostituzione di persona (art. 494 c.p.) — quando il truffatore si spaccia per un ente reale

·       Accesso abusivo a sistema informatico (art. 615-ter c.p.) — se vengono violati account o dispositivi


Quando la vittima è una persona anziana o in condizione di vulnerabilità, la legge prevede un'aggravante che aumenta la pena fino a un terzo. Il Decreto Sicurezza 2025 ha ulteriormente rafforzato il quadro normativo sulle truffe online.

Cosa fare se ti è successo (o temi che stia succedendo)

La cosa più importante è non aspettare. Ogni ora che passa rende più difficile recuperare il denaro e rintracciare i responsabili.


Ecco i passi concreti da seguire:

1.      Blocca subito carte di credito, conti e accessi compromessi, contattando la tua banca

2.     Conserva tutto: screenshot, email, SMS, eventuali ricevute di pagamento — sono le prove

3.     Denuncia alla Polizia Postale o ai Carabinieri — la querela può essere presentata anche con l'assistenza di un avvocato

4.     Valuta l'azione civile: oltre alla via penale, è possibile agire in sede civile per ottenere il risarcimento del danno — anche nei confronti della banca o del provider, se non hanno rispettato adeguati standard di sicurezza


La via penale e quella civile: due strade che possono percorrersi insieme

Molte persone pensano che denunciare serva solo a "fare giustizia" e che i soldi persi siano persi per sempre. Non è necessariamente così.

Sul piano penale, la denuncia avvia un procedimento che può portare alla condanna del responsabile. Se identificato, il tribunale può disporre anche la restituzione di quanto sottratto e il risarcimento del danno.

Sul piano civile, è possibile chiedere il risarcimento direttamente — anche alla banca o all'istituto finanziario coinvolto, se non ha adottato le misure di sicurezza adeguate o non ha gestito correttamente la segnalazione della frode. Questa strada richiede una valutazione caso per caso, ma in molte situazioni è concretamente percorribile.


Un ultimo consiglio: non affrontarlo da soli

Le truffe informatiche sono tecnicamente complesse. Capire quale reato è stato commesso, quali prove raccogliere, come impostare la denuncia nel modo più efficace e se ci sono margini per un rimborso o risarcimento richiede competenze specifiche — legali e digitali insieme.

Affidarsi a un professionista esperto fin dal primo momento non è un lusso: è spesso la differenza tra ottenere tutela e lasciare la vicenda irrisolta.


Questo articolo ha finalità informativa e non costituisce consulenza legale.

 
 
 

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